ROWE ROME 2015

The Best of Both Worlds

Rigenerare la città leggera
Regenerating the Light City

Una conferenza internazionale di progettazione urbana
An International Conference on Urban Design

Camera dei Deputati, 15-16 ottobre, 2015
House of Representatives, Rome. October 15th-16th, 2015

Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari, Via di Campo Marzio, 78. Roma

The ideal thing would be to have a good American
suburb adjacent to a very concentrated Italian
town, then you’d have the best of both worlds.
Colin Rowe

L’ideale sarebbe avere un buon suburbio americano vicino ad una città italiana, molto concentrata, così si avrebbe il meglio di entrambi i mondi.
Colin Rowe 

For the last half century, urban design has been devoted to the reappraisal and the regeneration of the existing city, considered in its traditional form as a dense, compact fabric. Research, design methodology and implementation in this vein have been significant from both a qualitative and a quantitative point of view.

Durante gli ultimi cinquanta anni, la progettazione urbana si è dedicata alla rivalutazione ed alla rigenerazione della città esistente, considerata nella sua forma tradizionale di tessuto denso e compatto. Ricerca, metodologia progettuale e realizzazioni da questo punto di vista sono stati significativi in termini sia qualitativi sia quantitativi.

During virtually the same period, however, the urban fringe – the light city or “ville légère” – was instead notoriously neglected as a subject unworthy of serious urban debate. This situation has arisen despite the fact that the lower-density zone, between the urban core or the dense periphery and the proper agricultural land has become a ubiquitous phenomenon in the landscape, affecting people around the globe. Different national and geographical contexts have resulted in a variety of configurations and organizations: from the formal suburbia, typical of the Anglo-Saxon metropolises, to the favelas and other illegal settlements in developing countries, to the semi-spontaneous, semi-illegal perimeter, mostly of onefamily houses of the Italian “città diffusa”. Until fairly recently, all have shared a common fate of being deliberately ignored or simply overlooked as having insufficient value or only marginal impact on the discipline or profession.

Durante lo stesso periodo, tuttavia, il paesaggio intermedio – la “ville légère” o città leggera – è stata tuttavia evidentemente trascurata come un tema non meritevole di serio confronto. Questa situazione si è determinata nonostante la circostanza che le zone a bassa densità, tra i centri urbani o la periferia densa e le aree agricole vere e proprie, sono di fatto diventate un fenomeno onnipresente nel paesaggio, che interessa gli abitanti di molte parti del globo. Diversi contesti nazionali e geografici hanno dato luogo ad una molteplicità di configurazioni e organizzazioni: dal suburbio formale, tipico delle metropoli anglosassoni, alle favelas e ad altri insedimanti illegali del Terzo Mondo, alle aree semi-illegali, semi-spontanee della “città diffusa” italiana fatta perlopiù di case unifamiliari. Fino a poco tempo fa, tutte queste realtà hanno condiviso il destino comune di essere volutamente ignorate o semplicemente trascurate come di poco valore o solo impatto marginale per disciplina e per la professione.

Main stream studies and criticism have supported a negative attitude towards low density settlements, considered costly, environmentally unfriendly and generally non-sustainable. Recent studies, however, have successfully critiqued this conventional wisdom and in so doing have propelled the debate between city vs. suburbs to new and promising levels of discourse.

Whatever the specific parameters of this argument may be, however, two circumstances cannot be overlooked. First, there is widespread pressure for urban sprawl due to powerful cultural, economic, social, anthropological factors. Second, official policies have tended to deny the underlying causes, which have generated this phenomenon rather than proactively addressing them. The urgent challenge will be, it seems obvious, is to offer solutions that are able to positively guide the making of low-density landscapes while addressing the same set of needs and desires, which made them attractive in the first place.

La corrente principale degli studi e della critica ha incoraggiato un atteggiamento negativo nei confronti degli insediamenti a bassa densità, considerati costosi, poco ecologici e generalmente non sostenibili. Studi recenti, tuttavia, hanno efficacemente contestato questi luoghi comuni ed hanno così spinto il confronto tra città e suburbio verso nuovi e più promettenti livelli di dibattito.

Quali che siano gli specifici parametri di queste argomentazioni, due circostanze non possono essere sottovalutate. Innanzitutto, c’è una diffusa spinta verso la dispersione insediativa dovuta a potenti fattori culturali, economici, sociali, antropologici. Le politiche ufficiali hanno teso a negare le cause profonde che hanno generato questo fenomeno piuttosto che tenerne conto in modo proattivo. La sfida urgente è, sembra ovvio, quella di offrire soluzioni che siano in grado di indirizzare positivamente la realizzazione di paesaggi a bassa densità, assumendo lo stesso insieme di bisogni e desideri che li rendono desiderabili.

Most importantly, the conference organizers believe, the ville légère, suburbia, middle landscape, città diffusa, campagna abitata, arcadia, along with all the varieties that exist already have a relevant role in the morphology and in the functioning of metropolitan areas as well as in the ordinary lives of millions of people. In most cases, however, their performance is unsatisfactory both in concept and application. The complexity of the problem on the one hand and the unexpected opportunities on the other has typically been underestimated. Rather than adopting mere prohibitionist policies, it is proposed that contemporary urbanistics should study and implement regenerating actions through critical design efforts.

Today, several important contributions converging from different research and practice areas are beginning to emerge: descriptive and evaluation studies on sprawl; transect and other typo-morphological research and projects; sprawl repair and retrofit classification and case studies; densification and morphological and functional redevelopment; studies on lowdensity and garden city design; studies on lean urbanism. This is an ambitious and wide range of potential contributions, not too wide or ambitious, however, if one considers their profound relevance to urbanistics.

Ideally a more inclusive and comprehensive idea of urban design could offer to the “suburb” something comparable to the disciplinary production it has been providing to the “concentrated town”. Then you would actually have the best of both worlds.

Soprattutto, gli organizzatori di questo convegno ritengono che la ville légère, suburbia, middle landscape, città diffusa, campagna abitata, arcadia, e tutte le altre varietà già esistono e hanno un importante ruolo nella morfologia e nel funzionamento delle aree metropolitane così come nelle vite ordinarie di milioni di abitanti. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le loro prestazioni sono inadeguate tanto concettualmente quanto nei risultati. La complessità del problema da un lato e le opportunità dall’altro sono state tipicamente sottovalutate. Piuttosto che adottare politiche meramente proibizioniste, sembra opportuno che l’urbanistica contemporanea studi e realizzi azioni di rigenerazione attraverso uno sforzo progettuale critico.

Oggi emergono molti importanti contributi di diversa provenienza disciplinare e professionale: studi descrittivi e valutazioni sulla diffusione insediativa; il riferimento al transetto urbano-rurale e altre ricerche e progetti a base tipo-morfologica; classificazioni e studi di casi di sprawl repair e di retrofit; densificazioni e riqualificazione morfologica e funzionale; studi sulla bassa densità e sulla città giardino; studi sul lean urbanism. Si tratta di un ventaglio di possibili contributi ambizioso e vasto, non eccessivamente ampio o ambizioso, tuttavia, se se ne considera lo straordinario rilievo per l’urbanistica.

Idealmente, un’idea di progettazione urbana più completa e globale può offrire al “suburbio” qualcosa paragonabile alla produzione disciplinare che essa ha reso disponibile per la “città concentrata”. È così che avremmo veramente il meglio dei due mondi.

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